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Rubriche

di Thomas Klann

Un motivo nel motivo

 

Bicchieri illuminati - foto di Thomas Klann

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Quando si è invitati ad un matrimonio, capita di parlare ai commensali e di non vedere un bel soggetto da fotografare giusto davanti al naso. Come stava succedendo a me.
Avendo la macchina fotografica con me - è sempre con me in questi casi - quando ho avvistato il motivo per una foto, avevo solo da inquadrarlo nel modo giusto.
Da una finestra entrava una luce abbondante che illuminava tutto lo scenario che volevo fotografare.
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di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

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Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

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Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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c04-txt_biancoGianni Bianco




Il comunicatore uomo del dialogo?

Interviste

Nedo Pozzi

Chiederei ora a Gianni Bianco, giornalista televisivo che fa parte del gruppo di NetOne, di cogliere qualche impressione tra le personalità presenti.

Gianni Bianco

Mi rivolgo a Peter Malone, direttore generale di Signis, un organismo che raggruppa i responsabili della comunicazione della Chiesa cattolica del mondo. Fra le diverse cose che ha detto Monsignor Foley, una cosa in particolare mi ha colpito: ha detto che si parla troppo in superficie. La sfida è parlare dal profondo: è una sfida che secondo lei NetOne ha raccolto?

Peter Malone

Signis è l'associazione cattolica per la comunicazione nel settore audiovisivo. Anche nella parola "audiovisivo" abbiamo silenzi e suoni parole e luce, e mi sembra che nel nostro lavoro e in tutto il mondo, in 140 paesi o più, ufficialmente per la Chiesa dobbiamo essere delle persone di silenzio, persone che ascoltano, persone di parola e di luce che sostengono le persone che lavorano nei media cattolici, che sostengono i cattolici nei media. Mi sembra anche che per essere credibili, una parola che l'Arcivescovo Folley ha usato, cioè credibili nella nostra comunicazione, dobbiamo essere dei ponti tra la Chiesa e il mondo dei professionisti dei media. Per concludere, in risposta a questa domanda, per parlare dal "profondo ", NetOne saprà immergersi nel silenzio pieno della presenza di Dio essendo in sintonia con la presenza di Dio, con la parola di Dio, in un silenzio sempre in ascolto.

Gianni Bianco

Mi rivolgo al professor Dario Viganò, presidente dell'Ente dello Spettacolo, direttore della Rivista del Cinematografo, docente presso l'Università Cattolica e la Pontificia Università Lateranense: Monsignor Foley ha parlato anche di chiarezza, trasparenza, apertura, che sono un po' le parole d'ordine di NetOne. Lei ha seguito fin dall'inizio e fino ad oggi il percorso di NetOne. Secondo Lei, NetOne è in linea con questa impostazione di cui si parla?

Dario Viganò

Per la mia esperienza credo che NetOne stia mantenendo i propositi iniziali, propositi che nacquero nelle prime riunioni di un gruppetto che ha compreso davvero come la comunicazione è il luogo dove ciascuno vive l'essere responsabile nei confronti dell'altro, e dunque è il luogo di piena umanizzazione, il luogo di realizzazione della persona umana proprio per questo motivo.
Credo che in questo mondo nella comunicazione non si possano vivere mai certezze, si devono solo gestire dei rischi, rischi che ciascuno di noi impara a gestire essendo uomo del dialogo, cioè uomo innamorato della propria identità, ma rispettoso dell'identità dell'altro, che crede che nel dialogo.

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Ma esiste ancora un'opinione pubblica? Oppure è già stata triturata e ridotta a poltiglia, folla occasionale animata da notizie che le televisioni registrano ed eccitano sostituendole poi con altre emozioni con la stessa facilità con la quale si cambia una veste e una maschera?

Eugenio Scalfari

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