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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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Il Corporate blogging

di Maria Rosa Logozzo

lcarrada_1 Varia, ricca di esempi e di documentazione da consultare: tale è stata la relazione di Luisa Carrada sul corporate blogging, materia ancora sconosciuta ai più.

Nel corso dell'ultimo anno le organizzazioni si sono messe a bloggare. Oggi lo fanno sia CEO di grosse aziende che artigiani o la polizia di Los Angeles.

Si blogga come singoli e come gruppi, ma sempre conversando, da persona a persona, con naturalezza e personalità. 

Le parole usate sono fondamentali, come lo è il raccontare il proprio vissuto: cosa ha comportato il nuovo design di una autovettura, un importante incontro d'affari dell'azienda nei suoi aspetti turistici o di conoscenze amichevoli, un invito a sostare come si fa gustando una tazza di chà da parte di un sito di alta finanza... gli esempi che la Carrada ha riportato sono innumerevoli.

Oggi che i canali e i contenuti si moltiplicano mentre noi esseri umani restiamo gli stessi (e Luisa ricorda un disegno di Gapingvoid ,Tecnology changes, humans don't), non funziona più un marketing di parole roboanti che cerchi di attirare l'attenzione su di sé. Le informazioni - ad esempio - si cercano sui motori di ricerca, dove vanno meglio le parole usuali e dove si sale di rango quanto più l'informazione è aggiornata e linkata da altri (addio siti brochure!).

Le organizzazioni stanno comprendendo che, più che parlare di sé serve, ascoltare i clienti o i cittadini e curare la propria reputazione: un ribaltamento di quella che è stata la comunicazione tradizionale come la Carrada giustamente sottolinea. Ma ci vuole coraggio per le organizzazioni a entrare nel mondo del blog, perché poi è più difficile barare e pure omettere, non si possono tenere scheletri nell'armadio.

In quest'epoca in cui molti scrivono, si tende a dar minore credibilità ai siti istituzionali e si indaga piuttosto l'opinione di altri su quella istituzione; nascono siti di controinformazione che mettono in luce le cose fatte male da una data azienza o non oneste. La propria reputazione è un valore, per cui sono preziosi i blog dei supporter, i customer evangelist: l'attenzione è sui comportamenti e su quello che gli altri dicono di noi.

Oggi le persone in rete sono molto più avanti di quelle aziende che per tanto tempo hanno creduto di poter dominare i clienti attraverso la pubblicità e gli strumenti persuasivi della comunicazione, le persone sono più informate, più intelligenti e più esigenti, così afferma Luisa Carrada nella sua lezione del 18 giugno 2007 a Intermediando , lezione saporosa perché ricca di una varietà di ingredienti ben dosati. Finendola di ascoltare sono rimasta con un senso di speranza a pensare che forse non tutto è perduto, che magari coll'apporto delle reti sociali anche il mercato e le organizzazioni in genere, entrando nella grande conversazione del Web 2.0, si avvicineranno di più all'uomo e alla sua vita quotidiana, con grande beneficio loro, ma pure dei loro clienti/utenti/cittadini a cui offriranno prodotti/servizi più utili e consoni alle aspettative.

 

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