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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

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Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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Come aderiamo ai cambiamenti tecnologici?

di Maria Rosa Logozzo

debanne1Aderire ai cambiamenti tecnologici consiste in ben altro che nel saper utilizzare i mezzi innovativi che la tecnologia mette a disposizione: questo il filo di fondo della lezione di Xavier Debanne il 18 giugno 2007 a Intermediando .

A sostegno di questa tesi Debanne porta come primo esempio l'uso diverso che della fotografia digitale fanno gli adulti e i ragazzi. I primi - ancora attaccati alla materialità - cercano di stampare su carta le foto digitali per mostrarle agli amici e badano alla qualità, i secondi magari scattano poche foto con un cellulare, però lo fanno già pensando di condividerle su flickr.

Questo esempio iniziale lo riprende verso la fine, nel mostrare che anche le aziende hanno la stessa difficoltà delle persone adulte nell'aderire ai cambiamenti. Utilizzano il web mettendoci su i cataloghi e il materiale cartaceo preesistente e non capiscono l'importanza oggi di un case history - Xavier Debanne illustra estesamente cosa sia - dove non si mettono in vetrina le proprie competenze dichiarate e ciò che si intende fare, ma si mostra quanto si è realmente fatto.

L'accento non è sui prodotti realizzati, ma sulle sfide riscontrate e sulla collaborazione avuta col cliente: non si tratta più di un marketing aggressivo ma di un marketing di collaborazione dove il punto finale, la testimonianza del cliente, diventerà anche il punto di partenza.

Sì, perché un case history non si può scrivere su un progetto da farsi - come un comunicato stampa che annuncia un evento - ma solo su un fatto avvenuto, un progetto realizzato, possibilmente con reciproca soddisfazione di cliente e azienda.

Scopo di tale marketing è suscitare fiducia, fino a far sì che chi si rivolge a noi senta che può parlarci dei suoi problemi per cercarne insieme le possibili soluzioni.

Grafico interazione in Rete Oggi non è più il tempo di comunicare con tipologia broadcasting - io diffondo il mio messaggio a molti ascoltatori silenziosi - ma è il tempo del web 2.0, il tempo della partecipazione, delle reti sociali. Nelle slide a corredo della lezione è interessante un grafico che mostra la curva del grado di interattività in Rete dalle origini di Internet ad oggi.

Le aziende che davvero aderiscono al cambiamento - in verità ancora come le mosche bianche - più che essere interessate a comunicare, sono interessate a creare partnership attraverso la comunicazione. Ora una partnership è tale solo se foriera di un valore aggiunto per entrambi i partner, altrimenti non di partnership si tratta ma di semplice classica banale fornitura di prodotti.

Lo stile di Debanne, molto didattico - arriva a spiegare cosa è flickr o il tagging - e caratterizzato da un simpatico accento francese, rende la sua lezione interessante e di facile acquisizione anche per i non addetti ai lavori.

 

 

pdf Le slide della lezione

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Pro-feta significa "colui che parla a favore di". Colui che parla a favore di ciò che è più segreto, più inosservato, più disprezzato, più debole - quel Dio che Elia intuisce non nella tempesta, né nel terremoto, ma in un mormorio "al confine con il silenzio"-.

Olivier Clément

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