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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

(clicca per ingrandire)

Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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di Maria Rosa Logozzo 

sl_panchina Conoscevo Second Life da libri e riviste e da qualche video ma non c'ero mai entrata.

Ho utilizzato queste fonti per introdurre il Tour su Second Life con l'architetto Gian Marco De Francisco, ma a serata conclusa quell'introduzione l'avrei rifatta.

Second Life è un mondo virtuale che vorrebbe trascendere la vita reale in una catarsi di libertà, ma in fondo non può far a meno di riprodurla. Curioso.

L'avatar, il nostro alias in questa realtà di tecnologie tridimensionali, lo mettiamo al mondo da noi così come ci gusta, come ci fa sentire meglio, in conformità o difformità con ciò che siamo nella vita di tutti i giorni: uomo, donna, animale, umanoide o essere mitologico.

Gli diamo un nome che gli resterà per sempre e lo caratterizziamo per distinguerlo da altri avatar. Caratterizzarlo bene costa tempo e qualche soldo, ma ogni avatar vuole distinguersi dalla massa di avatar ‘standard' offerti ai newbie, ai novellini del luogo. Questo desiderio/coscienza di unicità l'abbiamo nel sangue, reale o virtuale che sia.

E poi chissà perché se gli avatar sanno volare, essi  si costruiscono case con scale e comperano automobili. L'avatar non dorme, non ha bisogno di lavarsi, non ha bisogno di un posto dove sedere... ma le sedie in casa ci sono.

La prima cosa che noi esseri umani facciamo entrando in un nuovo ambiente è cercare di replicare tutto quello che ci è familiare, con tutte le problematiche e i vantaggi che normalmente ci sono - così De Francisco portandoci in Second Life, dove ci ha condotti in un tour un po' "protetto" in verità, in quel 20% di Second Life che non ha il focus su giochi sessuali e quant'altro collegato, shiftando quanti si cambiavano d'abito in pubblica piazza. Lo ringraziamo della sua delicatezza ma più ancora della sincerità nelle sue risposte, nel presentare le cose così come stanno.

Per prima Luisa Carrada nel corso del dialogo ha espresso sensazioni comuni ai presenti: un mondo algido, una maniera molto complicata di fare cose che con altri strumenti - come la chat - si fanno con più semplicità e immediatezza. E si è chiesta: "ci sono delle applicazioni in cui tutto questo, l'assumere un'altra identità, la tridimensionalità, anche la scena, il teatro, lo spettacolo... mi danno un valore aggiunto vero, per cui io posso far lì delle cose che non posso fare altrimenti?". Non ne abbiamo individuate. E' come se l'immaginazione umana non riesca ancora a sbrigliarsi.

Sinceramente mi aspettavo di più da Second Life, una tridimensionalità più raffinata  (sarà la cosa più facile da raggiungere col passare del tempo), un mondo da desiderare e in cui sognare... non ho trovato nulla di tutto questo.

De Francisco come architetto, vede in Second Life potenzialità enormi da un punto di vista didattico, di sperimentazione di architetture ed è vero, ma per chi è di altre professioni resta una domanda di fondo: "A che ci potrà servire Second Life?".

Anche guardandola sotto l'aspetto del marketing non mi ha entusiasmato. E poi gli avatar ‘attivi' in tutto il mondo pare che non superino le dimensioni di una città come Napoli. Magro come target. E' comprensibilissimo che Second Life sia data in declino.

Nel corso del tour abbiamo visitato la sede di The Queen of the World, una Ditta che fornisce auto di rappresentanza nel mondo reale e che fa anche e-learning nei suoi spazi su Second Life. Vorrei ringraziarli dell'accoglienza cortese e di tutto il tempo che ci hanno dedicato. Cortesia e attenzione sono qualità che fa sempre piacere trovare, specie dove ce n'è carenza.

Rientrando a casa, con chi era con me in macchina, il dibattito è continuato vivace. Ho chiesto a Rebecca Helm di appuntare per iscritto alcune delle sue interessanti osservazioni per pensarci un po' su.... trovate i suoi appunti tra i link che seguono.

 

 Documentazione

1) pdf Introduzione - Maria Rosa Logozzo

2) Il tour con Gian Marco De Francisco - I parte

 

3) Il tour con Gian Marco De Francisco - II parte: dialogo

 

4) pdf Considerazioni di Rebecca Helm

5) Alcune foto 

6) La lezione di Gian Marco De Francisco a Intermediando 

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Quale abisso l'uomo, di cui tu, Signore, conosci persino il numero dei capelli... Eppure è più facile contarne i capelli che i sentimenti e i moti del cuore.

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