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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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di Nedo Pozzi

Anteprima italiana di "To die in Jerusalem"

Hillari_28022008.jpgAlla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, serata di gala il 28 febbraio per la "prima" italiana di "To die in Jerusalem" lo straordinario docu-film della giovane regista israeliana Hilla Medalia .

All'evento , organizzato da NetOne, con la collaborazione di Angelus Student Film Festival di Hollywood, Priddy Brothers Production (Usa), Peter Glenville Foundation (Usa), hanno partecipato circa 200 persone del mondo del cinema, della comunicazione e delle istituzioni.

Di notevole interesse il dialogo successivo alla proiezione, durante il quale Hilla ha risposto per oltre un'ora ad un fuoco di fila di domande sulla sua lusinghiera esperienza di regia e sulle motivazioni profonde che l'hanno guidata nel percorrere i meandri della disperazione, dell'odio e dell'impotenza vissute da due famiglie divise dal "muro" ma legate da una tragica fatalità.

"Riuscirà il cinema dove rischia di fallire l'informazione?" c'era scritto sulla locandina stampata da NetOne. In effetti, decenni di informazione giornalistica, frettolosa, sensazionalistica e quasi sempre schierata, non hanno saputo darci la sensazione di finalmente "conoscere" l'abisso di dolore su cui galleggia la questione palestinese, come le crude e disadorne sequenze di Hilla Medalia.

Una bella lezione per i tanti giovani comunicatori che gremivano le due sale della Casa del Cinema

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Un musicista deve sempre porsi tre domande: perché, come e per quale scopo. L'incapacità o la riluttanza a porsi tali domande sono sintomatiche di una sconsiderata fedeltà alla lettera e di un inevitabile tradimento dello spirito.
Daniel Barenboim

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