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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Paolo Loriga

Introduzione al primo panel

MaddalenaMaltese(il testo che segue è la trascrizione dell'intervento tenuto al Seminario 'Prove di Dialogo' il 10 giugno 2010. Il video è in fondo al testo)

A me il compito di introdurre questo pomeriggio.
Abbiamo l’onore e l’onere di aprire il primo momento di riflessione vera e propria di questo convegno, siamo grati agli organizzatori che ci danno questa possibilità perché comunque gli altri potranno sempre far meglio di noi, ma avranno almeno un termine di raffronto e già far questo è una cosa lodevole.
Tutto l’esito del convegno dipenderà da questo primo momento, quindi sentiamo  la responsabilità... Lo  dico scherzando per non prenderci troppo sul serio, perché invece l’argomento che cerchiamo di affrontare fa tremare i polsi.

Il titolo è 'I media sono stati fatti per far vivere gli uomini insieme', è una prova di dialogo quella che incominciamo a fare sul tema no? Ovviamente la prima impressione è che a questo titolo così interessante manchi un particolare che non è secondario, un punto di domanda alla fine della frase.
Invece il punto di domanda non c’è, qual è il motivo?

Certo capiamo che la frase è un’affermazione non solo un’espressione che ravvisa quella che è la potenzialità pienamente espressa del mondo della comunicazione, cioè far vivere gli uomini insieme. Questo insieme non vuol dire solo uno accanto all’altro, ma è un insieme che sottolinea una convivenza che sia costruttiva, che sia pacifica, che sia inclusiva... e aggiungete ciascuno di voi tutti gli aggettivi del mondo, del futuro che sogniamo e che, per la parte che ci compete come professione, siamo chiamati a contribuire a realizzare pur nel nostro piccolo, piccolissimo ambito.
La frase è senza punto di domanda. Certo questo rivela una grande sicurezza nel futuro e anche direi un grande ottimismo; dalla nostra vita quotidiana, dal punto di vista professionale, sembrerebbe che questo ottimismo sia anche incauto visto i tempi che corrono... però quello che ci sta a cuore, è che questa espressione, declinata con il realismo delle nostre vicende professionali, ci faccia capire quanta distanza c’è tra il punto di domanda e l’affermazione vera e propria, per un sogno che a tutti noi è dato per farlo diventare realtà. 

 

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