carattere

di Thomas Klann

Quando la bellezza supera la qualità tecnica

 

Bimbo a colazione - foto di Thomas Klann

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Quella che vi mostro oggi non è una foto di grande qualità. Vista sotto il profilo tecnico, è “rumorosa”, termine che designa un certa struttura granulosa nelle superfici uniformi. I contorni non sono ben definiti.
Il motivo è che non è una foto fatta con la macchina fotografica, ma è un fotogramma di una ripresa video, che ho girato 10 anni fa, quando la tecnica non era quella dei cellulari di oggi.
In quegli anni registravo ancora su nastro magnetico, con un piccola telecamera da viaggio.





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di Thomas Klann

Affiatamento in velocità

 

Duo pianistico - foto di Thomas Klann

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Proseguendo sulla scia della foto precedentemente pubblicata, ne propongo oggi una non sulla chiarezza del dettaglio, ma sulla velocità.

L'ho scattata mentre assistevo ad un concerto per pianoforte a quattro mani, eseguito da un bravissimo duo pianistico.

Mi ha impressionato l'affiatamento nella velocità con la quale suonavano i vari brani. Come fissare un cosa di questo genere ?




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di Thomas Klann

La Colonna della Vittoria

 

Siegessaule, Berlin - foto di Thomas Klann

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Posta alla congiunzione di varie strade, non molto lontano dalla porta di Brandenburgo, è uno dei monumenti più celebri e soprattutto più visibili della città di Berlino, con i sui 67 metri di altezza.
Gli appassionati di cinema la ricorderanno dal celebre film di Wim Wenders del 1987: “Il cielo sopra Berlino”.
Questa foto non mostra tutto il monumento, ma solo il basamento e per di più in controluce e in una mattina di nebbia. Ma allora quale la motivazione per una foto cosi?



E' semplicemente un ricordo, parla di una breve visita, fatta per solidarietà, a un amico che aveva dei problemi.  L'esito dell'incontro era incerto ma si è mutato in una piccola vittoria.
Descrivendo racconto molto di più di quello che si vede in foto. L'immagine è come un appunto visivo di un momento particolare, che, in qualche modo, dice anche ad altri osservatori qualcosa.
Un po' di mistero, un po' di fantasia, un po' di ricordo... ecco la motivazione: non è sempre necessario mostrare tutto.

di Thomas Klann

Giochi di luce

 

Rosa d'argento - foto di Thomas Klann

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E' una foto un po' fredda quella di oggi, ma adeguata alle temperature di questa stagione :-).
Tempo fa mi era stato chiesto di fotografare alcuni riconoscimenti a Chiara Lubich per una catalogazione archivistica. Erano oggetti numerosi e diversi per cui ognuno necessitava di un'illuminazione diversa.

 

L'illuminazione in uno studio, di solito ha, come minimo, tre componenti: una luce cosidetta 'chiave', ossia principale; una luce di schiarimento delle ombre, creata dalla luce principale; e per finire, la luce di effetto, che viene da dietro, un controluce in pratica.

Gli oggetti si alternavano sul tavolo, ed era un continuo spegnere e riposizionare i fari, tra l'uno e l'altro. A un certo punto,  in uno di questi cambiamenti è capitato che sia rimasto acceso solo il controluce. Ho posto sul tavolo una rosa d'argento, offerta a Chiara Lubich a Trento nel 2001, ed ho scattato.Con sorpresa mi si è presentata la foto a lato: mi è parsa perfetta, non aveva bisogno di nient'altro. L'ombra metteva ancora più in risalto i riflessi della luce evidenziando la superficie del materiale.
In questo caso, è valso quanto diceva un architetto tedesco, Ludwig Mies van der Rohe, “Less is more” (Il meno è più).

di Thomas Klann

Limiti delle lenti

 

Prima e dopo software - foto di Thomas Klann

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Ogni lente ha sette difetti ottici dalla sua origine, facilmente constatabili quando proviamo a leggere con la classica lente di ingrandimento.
Gli obiettivi di una macchina fotografica hanno una composizione di lenti proprio per correggere questi difetti.
Inoltre le lenti sono fatte di diversi tipi di vetro, più o meno dure, ed hanno forme diverse: convesse, concave, biconvesse, piano-convesse ecc.
In telecamere o apparecchi fotografici come la cosiddetta 'sportcamera', usata per riprendere da un mezzo in movimento (bici, moto, sci... ), si monta in genere un obiettivo ad occhio di pesce, che riprende un'immagine con una larghezza massima.

 Questo tipo di obbiettivo ha anche il vantaggio, essendo la visuale molto ampia, di far vedere meno le vibrazioni provenienti del motore o della bicicletta.
Come si può evitare la deformazione data da questa ampiezza di ripresa, che in alcuni momenti può risultare anche creativa, ma che tante volte non aiuta la percezione della realtà. Quello che le ottiche non riescono a correggere, ora lo si può affidare a un programma software.
A lato vi mostro un esempio. Ho scattato, con una sportcamera, una foto molto ravvicinata da una finestra, in primo piano, per evidenziare meglio la deformazione indotta. Poi nella seconda foto mostro la stessa immagine corretta con un software, con una  perdita dell'immagine ai lati, ma il risultato è notevole.