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di Paolo Aversano

A Natale puoi

BauliSi avvicinano le festività natalizie, e come ogni anno le aziende propongono numerose campagne di comunicazione dedicate ai giorni di festa. In Italia una tra le pubblicità più famose è senz’altro “A Natale puoi” di Bauli.
A mio parere lo spot coinvolge perché ha un’anima. Mancano all’appello Babbo Natale e le renne, ma l’atmosfera magica di questi giorni è perfettamente riprodotta. Colpisce la figura del bambino, che con la purezza d’animo tipica della sua età si prodiga per gli altri nelle trafficate vie dello shopping pre-natalizio. Sul web qualcuno ha definito ipocrita e buonista questo spot. Certamente le pubblicità nascono per promuovere prodotti e imprese, nulla è mai casuale. Gli atti d’amore del bambino però inteneriscono perché sono realissimi; mostrano la generosità dei bambini che tante volte mi ha conquistato nella vita e che ognuno di noi, almeno una volta, ha senz’altro potuto notare.
Il successo di “A Natale puoi” è cresciuto grazie alla splendida colonna sonora, che è divenuta immediatamente un “classico” delle canzoni natalizie.

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Commenti   

 
0 #3 Raff 2010-12-17 14:24
Credo che l'invito di Antonio a dibattere il tema della missione dei cristiani in questo momento assai delicato ("siamo IN questo mondo, ma non siamo DI questo mondo") debba essere colto. Chi, oggi, determina/influ enza gli stili di vita, i valori della maggior parte della popolazione? La famiglia? La scuola? Io credo che il sistema dei media sia, di gran lunga, il fattore prevalente. L'"aereo mediatico" è decollato (in Italia) negli anni '60. Ma, mentre mamma-TV formava la cultura ("Non è mai troppo tardi" insegnava a leggere e scrivere) e le coscienze degli italiani, la parte "sana" della società stigmatizzava, prendendo le distanze. Con i risultati che conosciamo. Oggi la cultura e la formazione degli individui viaggiano sui media, dei quali, come ha appena dichiarato il cardinale Ravasi, dobbiamo conoscere caratteristiche e linguaggi. Servono comunicatori "nuovi" e preparati, che possano trasmettere EFFICACEMENTE (vedi Giovanni Paolo II) il Vangelo con i linguaggi e i media moderni.
 
 
0 #2 Paolo Aversano 2010-12-16 22:23
Ciao Antonio!
Leggendo stasera un libro di Giuseppe Maria Zanghì (Notte della cultura europea) sono rimasto colpito dalla potente citazione di Glucksmann che mi ha ricordato il profondo spirito del tuo commento:
"Dio sta morendo. In Europa è persino già morto. (...) E ci domandiamo: perché l'Europa? Perché solo l'Europa? L'unica, nello spazio planetario e nella storia dell'umanità, a produrre una civiltà senza Dio?".
Penso che questo testo possa offrire molti spunti di riflessione sui temi a cui hai fatto riferimento.
Ciao :-)
 
 
0 #1 antonio de lorenzo 2010-12-15 12:06
Mi sembra che ormai si sia abusato abbastanza del Natale per fini commerciali:lo spot in questione sarà delicato,ma il significato di questa festa resta lontano.Noi cristiani abbiamo il dovere di dire : "Si,si...No,no" .Se dobbiamo fare fede al Vangelo,non possiamo permettere che si faccia uso e abuso di questa festa.Proviamo a chiedere in giro,a caso,di quale Persona si festeggia "il compleanno" e vediamo cosa ci rispondono!Prov iamo anche a prendere i simboli della religione islamica per fare pubblicità,e vediamo cosa succede!Non vorrei sembrare fondamentalista ,ma un pò di misura non guasterebbe.Sar ebbe anche bello se noi cristiani ne dibattessimo,an che pubblicamente,s enza paura......sare bbe anche un modo di fare catechesi.....