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di Thomas Klann

"Merce" preziosa!

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Scatti a Fonjumetaw, in Cameroun. Una sequenza di immagini, tre foto da tre punti di vista diversi. Ogni scatto aggiunge fatti nuovi. Perché una foto può rilevare la realtà da un solo punto di vista. Quando pure il fotografo si sforzasse di essere il più obiettivo possibile, la sua opera rimarrà sempre parziale a confronto della realtà, parziale anche rispetto al 150mo di secondo di vita che lo scatto immortala.

di Thomas Klann

Elemosinare col cane

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Un giorno sul muro di un monastero buddista ho trovato scritto: “Non credere a quello che vedi”, motto adatto a questa foto.
Sulla strada un giovane in necessità chiede l'elemosina. Per lui e per il suo cane?

A Berlino, dove ho scattato questa foto, le persone che prendono in custodia un cane abbandonato ricevono dal Comune una certa somma per il suo mantenimento. La società pensa al cane e un po' di beneficio arriva pure al suo custode... dunque è il cane che aiuta l'uomo, non viceversa. Speriamo che quelle due donne che stanno facendo uno spuntino ai tavoli del bar, incuriosite e sensibilizzate dal mio fotografare, abbiano un pensiero benevolo per quell'uomo e gli donino qualcosa.

(gennaio 2010)

di Thomas Klann

Distintamente insieme

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Mi è parso che questa foto avesse in sé la divisione e l'insieme. E' per evidenziare questa impressione che l'ho frammentata. L'ho scattata sulla sponda del Lago Vaettern, in Vadstena, Svezia.
La terra, il lago, la neve che copre tutto. Terra e cielo divisi dall'orizzonte. Due alberi che dividono l'immagine in verticale.
Una persona immersa nella natura: stranizza vederla lì, che ci farà?
Varie realtà divise fanno un momento solo.

(gennaio 2010)

di Thomas Klann

Photographia

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Nell' emisfero nord la notte si allunga, il buio persiste.
Ma più c'è buio, più facilmente si vede la luce.
L'oscurità nasconde le cose meno belle ed è la città a disegnare se stessa.

(gennaio 2010)

di Thomas Klann

Interrogativi

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Quello che ci disorienta in questa foto, ritratto di un giovane del Camerun che ho scattato nel 2009, è il labirinto di domande racchiuse nello sguardo rivolto in primis a me fotografo e poi oltre me, al mondo che rappresento.

I molteplici riflessi di quegli occhi giovani che si proiettano sul futuro, un futuro incerto, con molte strade da esplorare ancora - aspettative di speranza? -, numerose come i punti luminosi delle pupille. 

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