di Thomas Klann

Giochi di luce

 

(clicca per ingrandire)

E' una foto un po' fredda quella di oggi, ma adeguata alle temperature di questa stagione :-).
Tempo fa mi era stato chiesto di fotografare alcuni riconoscimenti a Chiara Lubich per una catalogazione archivistica. Erano oggetti numerosi e diversi per cui ognuno necessitava di un'illuminazione diversa.

 

L'illuminazione in uno studio, di solito ha, come minimo, tre componenti: una luce cosidetta 'chiave', ossia principale; una luce di schiarimento delle ombre, creata dalla luce principale; e per finire, la luce di effetto, che viene da dietro, un controluce in pratica.

Gli oggetti si alternavano sul tavolo, ed era un continuo spegnere e riposizionare i fari, tra l'uno e l'altro. A un certo punto,  in uno di questi cambiamenti è capitato che sia rimasto acceso solo il controluce. Ho posto sul tavolo una rosa d'argento, offerta a Chiara Lubich a Trento nel 2001, ed ho scattato.Con sorpresa mi si è presentata la foto a lato: mi è parsa perfetta, non aveva bisogno di nient'altro. L'ombra metteva ancora più in risalto i riflessi della luce evidenziando la superficie del materiale.
In questo caso, è valso quanto diceva un architetto tedesco, Ludwig Mies van der Rohe, “Less is more” (Il meno è più).

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