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Economia di Comunione, una risposta all’Africa di oggi

Nasce il Centro Studi: operativi già a luglio i primi corsi

di Liliane Mugombozi

110128_Nairobi_54_ridVenerdì 28 gennaio scorso si è conclusa a Nairobi, prima nel suo genere sul continente africano, la conferenza internazionale su Economia di Comunione promossa dall’Università Cattolica dell'Africa Orientale (CUEA) e dal Movimento dei Focolari.

Fin dal primo momento gli oltre 300 partecipanti che affollavano la sala “Jubilee" si erano dimostrati  ricchi di speranza e di aspettative. La conferenza, basata su un dialogo che trovasse spunti per un nuovo modello di sviluppo economico, ha raccolto economisti e altri esperti di diverse discipline da nord a sud, da est a ovest dell'Africa sub-sahariana e oltre, sul tema: "Economia di Comunione: Un nuovo paradigma per lo sviluppo dell'Africa". Della prima giornata di lavori, il 26 gennaio, abbiamo già dato relazione su queste pagine.

La mattina del 27 gennaio è stata aperta dalle riflessioni di Justus Mbae, filosofo, sulle dinamiche della reciprocità nelle culture africane: se da una parte ci sono “punti forti” come quello rappresentato dal vivere in una comunità dove ci si aiuta e le gioie e le sofferenze dell’altro sono anche le 110126_Nairobi_40_ridmie, l’altro lato della medaglia è rappresentato dal rischio di non mettere in luce l’individuo e dal rallentare lo sviluppo. A seguire Leo Andringa ha presentato la reciprocità nell’Economia di Comunione.  Justice Mbae commentava: "sono stato molto colpito da questo modo di interpretare la reciprocità: quando Andringa ha parlato della gratuità paragonando la reciprocità ad un sacramento, ho visto orizzonti nuovi davanti a noi...abbiamo tanto da fare, ma ora la strada diventa sempre più chiara".

Le sfide che l’Africa ha di fronte sono state affrontate con lucida razionalità dall’analisi di Geneviève A. Sanze, esperta di Business Ethics e sviluppo sostenibile, che nella sua relazione ha individuato in malgoverno, fattori socio-culturali, calamità naturali, ma anche conflitti armati, mancanza di creatività intellettuale, gli ostacoli allo sviluppo in Africa oggi.

La giornata del 27 è stata centrata anche su esperienze concrete di imprenditori ed economisti da tutto il mondo che hanno fatto una profonda scelta di vita: credere nei valori della comunione, della reciprocità, della condivisione, in poche parole, scegliere di “farsi santi” nella società di oggi con tutto ciò che questo comporta.

110126_Nairobi_43_ridTeresa Ganzon, amministratore delegato di Banko Kabayan (Filippine) ha presentato la sua esperienza nel settore della microfinanza, una realtà molto sentita in Africa. John Mundell - USA, presidente della Mundell & Associates ha condiviso la sua esperienza di tutti i giorni nell’ambiente fortemente competitivo negli Stati Uniti d'America. Uno studente di economia commentava “sono molto colpito dalla forza interiore, dalla convinzione di queste persone... qui da noi manca la fiducia nei poveri, non si pensa mai ad essi come a delle risorse...",

Ci si è chiesti: queste esperienze possono essere una luce per l'Africa? "La risposta è sì", ha affermato Justus Mbae, "perché qui abbiamo a che fare con una luce che viene dal Vangelo, da un carisma dato a Chiara Lubich. L'EdC è il frutto di uno stile di vita, quindi essa può essere vissuta dagli africani nella loro società. Sta a noi trovare il modo di farla fruttificare". E aggiungeva: “avendo la Cuea  intrapreso la strada di una formazione integrale, formare i cuori , così come si forma il cervello… mi pare quello di EdC sia un approccio ideale per promuovere lo sviluppo dell'Africa".

Il Nunzio apostolico in Kenya: arcivescovo Paul Alain Lebeaupin è stato presente e commentava: "sono felice che il Movimento dei Focolari abbia potuto dare questo messaggio dell'EdC che il papa sente molto. Voglio ringraziare anche per lo sforzo di studiare modalità di sviluppo efficaci per l'Africa".

Nelle conclusioni della conferenza, il 28 gennaio, si sono poste le basi perché il rapporto fra Edc e Cuea sia duraturo nel tempo: dalla 110128_Nairobi_55_ridpartnership di entrambi è nato il "Centro Studi", operativo già con un primo corso a luglio 2011: gli studenti che lo desiderano possono già iscriversi al programma. La partership, formalizzata dalle firme per CUEA del rettore John C. Maviiri e per Edc da quella di Luigino Bruni, responsabile a livello mondiale del progetto Edc, è stata accolta con un applauso scrosciante da parte delle oltre 300 persone presenti.

Affermava infine John C. Maviiri: "Un vero sviluppo africano deve portare con sé la spiritualità di comunione, una seria preoccupazione per il prossimo e la solidarietà con i bisognosi. Questa è la grande opportunità di introdurre questa nuova dimensione nel curriculum di studi su economia e sviluppo umano ".

Esprimendo il suo ringraziamento all'Università, ma anche al Movimento dei Focolari nel continente africano, Luigino Bruni ha affermato: "Oggi è un giorno molto importante per la storia di Economia di Comunione, in tutto il mondo, i Focolari celebreranno questa giornata . Anche se è solo un primo passo di un viaggio, è il più importante."

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