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Giovani protagonisti in Spagna

Si è conclusa la prima scuola “Giovani e Edc”della Spagna

di María Rodríguez

121103_Scuola_Spagna02_ridMadrid. 4 novembre 2012. - “Tutti siamo imprenditori perché abbiamo un progetto di vita nel quale l’Economia di Comunione ha molto da offrire”. Questa una delle conclusioni della I Scuola “Giovani & Economia di Comunione” svoltasi a Las Matas (Madrid) dal 1 al 4 novembre. Hanno partecipato più di 50 giovani dai 17 ai 35 anni nelle più diverse situazioni: studenti, disoccupati, lavoratori precari…

Non dobbiamo accontentarci con quello che c’è e seguire la corrente; dobbiamo pensare in un modo nuovo, innovare, consapevoli che dobbiamo anche dare qualcosa alla società”. Così si esprimeva Laura, una giovane studentessa.

Davanti alla precarietà nel lavoro e alla disoccupazione di cui soffrono oggi più di 5 milioni di persone in Spagna, in particolare i giovani (il tasso di disoccupazione giovanile in supera il 50%), nell’attuale panorama spagnolo l’Economia di Comunione si è presentata come una alternativa reale e concreta.

Un modello che mette al centro la persona e introduce la solidarietà e la comunione all’interno delle aziende: tra i lavoratori e i manager, con clienti, fornitori, concorrenti... Un modello che nasce volendo far sì che “non ci sia nessun bisognoso”, nel quale le aziende donano un terzo degli utili aziendali a progetti solidali, senza cadere nel paternalismo: “io ti do e tu ricevi”, ma mettendo l’accento sulla reciprocità: “io ti do, tu ricevi ma anche dai”.

I giovani hanno potuto conoscere progetti molto concreti come le donazioni di un imprenditore dell’Andalusia per finanziare progetti produttivi nella Bolivia o visitare l’ 121103_Scuola_Spagna09_rid_dxazienda G.SC. Consulting, nella quale hanno visto da vicino come agisce un’azienda EdC, ascoltando anche l’ esperienza di altre due aziende (ReciclaBien e Drynuts); hanno potuto conoscere le linee fondamentali per condurre una impresa Edc, intrecciate con esperienze della vita quotidiana, come quella dell’imprenditore Francisco Toro, nel settore dei prodotti fitosanitari: “Era un periodo di forte siccità. Un cliente mi ha chiamato per acquistare i miei prodotti. Sono andato a trovarlo e ho visitato gli ulivi assieme a lui. Erano troppo deboli e io vedevo che non avrebbero dato frutto. Così gli ho detto che non gli avrei venduto i miei prodotti. Lui mi ha guardato e mi ha chiesto: “ma fai 200 km per non concludere una vendita? Sì, gli ho risposto”.

Queste testimonianze e l’esperienza pratica del Workshop imprenditoriale hanno risvegliato nei giovani il desiderio di creare aziende EdC. Tra le idee: un incubatore di aziende giovani, un’agenzia di occupazione giovanile, un vigneto biologico con un agriturismo, una azienda di produzioni audiovisive con valori... progetti la cui fattibilità verrà studiata.

Ma come diceva nelle conclusioni Isaías Hernando, Coordinatore della Scuola, raccogliendo le impressioni dei giovani partecipanti, “tutti siamo imprenditori; magari non tutti voi metterete in piedi una azienda, ma tutti dovete intraprendere un progetto di vita, nel quale potete plasmare l’Economia di Comunione. Infatti, l’EdC è molto più di un modello: è uno stile di vita nel quale la fraternità, la comunione e la reciprocità sono valori fondamentali”.

Questa Scuola, carica di momenti di dialogo e comunione, ha rivelato che l’EdC in Spagna e in tutto il mondo vive oggi una nuova tappa che non può prescindere dai giovani e dal loro entusiasmo. Arrivederci alla prossima Summer School Internazionale che si terrà a settembre 2013: un appuntamento di cui si può ben comprendere tutta l’importanza.

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