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I primi passi dell’Edc a Cuba

Intervista al giovane economista cubano autore della prima tesi su EdC dell’isola caraibica

di Isaias Hernando

yosniel-cristina-ernesto-luisfernandoSenza fare tanto rumore, l’Economia di Comunione ha oltrepassato confini geografici, culturali e politici. Qualche anno fa ha il suo seme è stato piantato anche a Cuba e oggi si vedono i primi frutti.  Intervista al giovane economista cubano Ernesto Antonio Figueredo Castellanos, autore della prima tesi su EdC nell’isola caraibica. Ernesto è ricercatore nel Centro di Ricerche Ambientali di Camagüey (CIMAC), specialista in economia ambientale, sviluppo sostenibile ed economia sociale e solidale.

Quale contesto ha trovato l’Economia di Comunione a  Cuba?

Un contesto decisamente contradittorio: anche se il sistema politico ed economico Cuba Camarguey01 riddominante è socialista e l’attività economica è molto statalizzata  (non ci sono grandi monopoli privati, ma gruppi di aziende statali), le aziende funzionano con una logica non molto diversa da quella delle aziende capitaliste. L’economia, a livello macro, è sociale: si cerca il profitto per redistribuirlo prevalentemente in attività sociali: salute, scuola, cultura, sport, abitazione, infrastrutture... Ciononostante a Cuba, l’individuo e la società in generale sono al servizio pianificato dello stato e perciò non si può dire che l’economia sia al servizio dell’uomo.

Come hai conosciuto l’Economia di Comunione?

Nel 2010 Economia di Comunione è stata presentata a La Habana nell’ambito della X Settimana Sociale Cattolica quale contributo al processo di riforma del cosidetto “modello economico cubano”. Cristina Calvo, argentina, membro della Commissione Internazionale Edc, dopo aver esposto un’analisi della situazione di crisi che vive il mondo, ha mostrato l’Economia Sociale e Solidale (ESS) come proposta per costruire un’economia che abbia la persona come fine e l’etica come fondamento. Alcuni giovani studiosi di economia, tra cui Yosniel García ed il sottoscritto, sono rimasti molto colpiti e questa nuova visione dell’attività economica e della persona al suo interno ha cominciato ad orientare il loro lavoro.

Cuba Camarguey02 ridQuali sono stati i passi fatti finora? L’EdC può rappresentare una speranza per il futuro dell’economia cubana?

Insieme con Luis Fernando Vélez –del movimento dei Focolari- e Cristina Calvo, abbiamo lanciato un progetto per intraprendere nuove attività con la logica ESS e EDC in diversi luoghi di Cuba. Il progetto ha come titolo: "Formazione alla cultura della fraternità, sostegno e promozione di piccole attività imprenditoriali e iniziative socio-culturali.” A Cuba, l’arte e la cultura sono strade privilegiate per il dialogo e l’evangelizzazione. Attraverso questo dialogo vogliamo: promuovere la cultura della fraternità, così necessaria per il futuro di Cuba; creare alternative di sviluppo sociale e economico per migliorare la vita di persone e famiglie in situazione di precarietà; e consolidare tra le persone valori come la fiducia nell’altro, il lavoro di squadra e l’amore verso la natura. Senza rinunciare all’idea di generare presto delle aziende EdC, pensiamo che la formazione sia un elemento fondamentale per cambiare la visione strumentale ed economicista dell’ attività economica in ogni forma di proprietà e di gestione.

Recentemente hai discusso la tesi “Uno schema di gestione cooperativa solidale per contribuire allo sviluppo locale sostenibile”, la prima tesi cubana di EdC. Quali reazioni ha suscitato questo tuo lavoro?

La tesi aveva come oggetto di studio due cooperative agricole di Sierra di Cubitas, Ernesto Tesisnella provincia di Camagüey. Prendendo come punto di partenza una analisi del loro agire economico, sociale e ambientale –fattori fondamentali dello sviluppo locale sostenibile- ho realizzato una proposta di gestione basata sull’economia di comunione. Le cooperative sono forme di proprietà collettiva autogestite in maniera democratica e per questo in esse l’EdC puo esprimersi in modo più adeguato al sistema aziendale cubano. Gli aspetti del progetto messi in rilievo dalla commissione di laurea sono stati:  la ricerca della soddisfazione dei bisogni umani, il pieno sviluppo di tutti gli attori che si rapportano con l’azienda e il bene comune nel contesto dello sviluppo locale con enfasi nella conservazione ambientale.

Ernesto, sei stato fra i primi a iscriverti alla Summer School Internazionale che si terrà a Madrid dal 11 al 15 settembre 2013. Cosa ti aspetti dalla Summer School?

Anzitutto vorrei incontrare imprenditori e lavoratori EdC, per conoscere nella pratica alcune esperienze di ciò che abbiamo studiato solo in teoria. Abbiamo bisogno di conoscere le specificità della vita quotidiana delle aziende EdC, sapere come si rapportano con tutti gli attori sia all’interno che all’esterno. Ma sopratutto vogliamo condividere quello che siamo e quello che facciamo per arrichire questa meravigliosa esperienza.

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