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Friburgo: „Economia di Comunione – un’utopia?”

La giornata di studio su Edc presso la Facoltà Teologica dell'Università di Friburgo ha fornito interessanti spunti di riflessione.

di Gertraud Wachmann

130515 Friburgo 01 ridL’Economia di Comunione (EdC) è un’utopia? Al termine della giornata, rispondere a questa domanda, che è anche il titolo della conferenza sull’EdC all’Università di Friburgo, è stato molto facile: le aziende che operano secondo i principi dell’EdC sono molto poche in relazione al numero totale di aziende, ma ci sono!

Già i primi interventi – col Dr. Michel Vandeleene sul carisma di Chiara Lubich, l’humus spirituale dell’EdC e con Jean-Michel Besson, imprenditore EdC e corresponsabile del progetto EdC in Svizzera, sulla ormai più che ventennale storia dell’EdC – hanno destato un grande interesse per il tema.

Il ricco substrato spirituale dell’EdC, come mostrato dal Dr. Vandeleene, forma la base per un agire economico nel quale la reciprocità è al centro delle relazioni interpersonali. Attraverso questa profonda spiritualità condivisa, diventa possibile, anche fra gli attori dell’economia, stabilire relazioni che si orientano al modello cristiano della Trinità di Dio. Chi opera nel mercato non deve quindi essere privato della presenza di Gesù, “dove due o tre sono assieme nel mio nome …” (Mt 18,20).

La risposta alla domanda sul motivo per cui Chiara Lubich, nel fondare l’EdC non si sia orientata ad altre concezioni alternative di economia, ha reso evidente che non si tratti di un progetto sorto per iniziativa di esperti ma piuttosto di una forma di economia che è nata da un carisma. In questo caso è la teoria che ha seguito la vita e non il contrario.

Questo aspetto è stato sottolineato anche da Paul H. Dembinski, professore di Strategia e concorrenza internazionale all’Università di Friburgo. Nel mondo economico attuale in alcune situazioni è già possibile osservare una “sorta di comunità”, ciò che manca è lo spirito. C’è bisogno di una base, di un significato, dovrebbero essere trovate nuove vie per 130515 Friburgo 02 ridcomprendere un’impresa. Il valore dell’EdC sta nel fatto che contiene aspetti non solo spirituali e concreti ma anche intellettuali.

Un’altra domanda ha avuto per oggetto la tripartizione dei profitti delle aziende EdC. “ Lasciamo da parte il risultato” ha replicato in maniera decisa il Prof. Dembinski, “il risultato, il profitto, non dicono molto. Oggi l’attenzione maggiore va posta sulla creazione di valore: lavoro e capitale devono di nuovo essere messi al centro dell’attenzione.” L’ EdC non si limita alla divisione dei profitti una volta portato a termine il processo di creazione di valore: le categorie della comunione e della reciprocità pervadono completamente l’attività dell’azienda EdC.

La dott.ssa Anouk Grevin, docente di Management all’università di Nantes, ha sottolineato le caratteristiche dell’azienda EdC e indicato ciò che la distingue dalle altre. Georg Endler, direttore della Tergon di Montet presso Friburgo, che produce sedie da ufficio di qualità, ha presentato la sua ditta quale esempio concreto di una delle 800 imprese in tutto il mondo.

„Come fate a vendere in Germania sedie da ufficio prodotte con stipendi di livello svizzero?“ “Me lo chiedo anch’io” ha risposto sorridendo Georg Endler. Anche la Tergon ha ovviamente vissuto tempi di crisi, tempi di lavoro ridotto durante i quali è stato necessario impiegare delle riserve e non era possibile pensare a una divisione dei profitti. Questo ha condotto alla necessità di reinvestire una parte dei profitti nell’azienda. Con la seconda parte la Tergon ha finanziato soprattutto progetti di aiuto nel settore della formazione in modo tale che chi era bisognoso di aiuto potessero raggiungere la formazione professionale necessaria. Importante è stata anche la terza parte con la quale sono supportati progetti di formazione per i giovani per introdurli alla “cultura del dare” dell’EdC e allo spirito della reciprocità.

130515 Friburgo 04 ridLuca Crivelli, professore all’università della Svizzera Italiana e membro della commissione centrale dell’EdC ha spiegato che, secondo un concetto più ampio, l’Economia di Comunione può anche essere intesa come iniziativa di „Value Based Organizations“ (VBO). Ci sono diverse inziative che cercano, come l’EdC, di risolvere problemi sociali. Nell’interessante confronto con le imprese a carattere sociale e le cooperative, il Prof. Crivelli ha indicato aspetti comuni e differenze chiarendo l’identità fondamentale delle imprese EdC: vivere tutte le relazioni secondo uno spirito di comunione e fraternità. La maggior creazione di valore delle imprese EdC consiste nel loro vivere e propagare la reciprocità anche nella vita economica. Tuttavia, trattandosi di un obiettivo così alto e difficilmente misurabile, esiste il rischio che esso rimanga solo a livello di buone intenzioni. Oltre a questo perciò le imprese EdC dovrebbero porsi almeno un altro degli obiettivi degli altri tipi di VBO: un dono radicale dei profitti, un impegno diretto in un progetto di aiuto o la concretizzazione di un modello di conduzione partecipativa.

Un bel sogno, vorrei sognare con voi!” ha replicato un ascoltatore, “come può però diventare realtà?” C’è bisogno di sogni, non possiamo deludere il nostro prossimo, ha risposto il Prof. Crivelli, “possiamo sognare il possibile. Se sogniamo da soli, resta un sogno. Se invece sogniamo insieme, può diventare realtà!

La tavola rotonda, introdotta e moderata da Patrice Favre, redattore del settimanale 130515 Friburgo 05 ridcattolico „Echo“ e alla quale hanno partecipato Jean-Jacques Friboulet, professore di storia dell’economia e il Dr. Patrice Meyer-Bisch dell’Istituto interdisciplinare di Etica e Diritti umani dell’università di Friburgo, ha fatto da interessante conclusione della giornata.

Il Prof. Friboulet ha messo in risalto come la storia dell’economia sia caratterizzata da quattro logiche: primo il mercato, il principio del rendimento e della corrispondente prestazione dello stesso valore che comprende anche determinati diritti. Secondo la necessità di distribuire, di dividere, che talvolta si esprime anche in una fiducia troppo grande nello stato e nel trascurare l’impegno sociale personale. Poi c’è l’aspetto importante della reciprocità poiché gli attori dell’economia hanno bisogno l’uno dell’altro. Infine e non per ultimo, c’è necessità del dare gratuito. Oggi ci troviamo di nuovo in una situazione che contraddice queste logiche in due punti: da un lato ci sono certi gruppi di persone che vengono completamente defraudate dei loro diritti e dall’altro, attraverso la totale liberalizzazione, i mercati finanziari hanno acquisito un’enorme supremazia e condizionato in questo modo tutti gli altri settori. Iniziative come l’Economia di Comunione sono portatrici di speranza in questa situazione o secondo l’espressione finale del professor Dembinski: “l’economia si è trasformata da mezzo in fine. Deve ritornare a essere un mezzo, è necessario un cambiamento di direzione!”

La vivace discussione finale è stata conclusa da Patrice Favre con le parole: “all’Università di Friburgo continueremo certamente a trattare il tema dell’Economia di Comunione!

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